15. Walker Evans – Il fotografo dallo sguardo discreto tra realtà e poesia

da | Mar 14, 2026 | Maestri del XX° secolo | 0 commenti


L’artista è un collezionista di immagini che raccoglie le cose con gli occhi. Il segreto della fotografia è che la macchina assume il carattere e la personalità di chi la tiene in mano. La mente lavora attraverso la macchina” (Walker Evans)

1. Il fotografo Walker Evans nel 1929 1
Il fotografo Walker Evans nel 1929.


Indice

1. Gli inizi e le influenze culturali giovanili.

2. Il viaggio a Cuba e nei mari del Sud (1933).

3. Il lavoro per la Farm Security Administration [ FSA ].

4. I Subway Portraits (1938–1941).

5. Le Architetture urbane e le Insegne.

6. Il fascino degli Interni e dei particolari.

7. Le Polaroid e la libertà degli ultimi anni.

8. La tecnica, lo stile, l’eredità culturale.



1. Walker Evans : Gli inizi e le influenze culturali giovanili.

Walker Evans nasce a St. Louis, nel Missouri, nel 1903. Figlio di una famiglia borghese, cresce in un ambiente colto e attento alle Arti e fin da giovane mostra un carattere indipendente e una curiosità instancabile. Dopo l’infanzia, trascorsa tra il midwest e la costa orientale, sviluppa un’attrazione per la letteratura e la scrittura, passioni che accompagneranno sempre la sua fotografia. La sua sensibilità visiva nasce, infatti, da un profondo amore per la parola scritta e per l’osservazione del reale.

2.Autoritratto di Walker Evans a Parigi nel 1926
Walker Evans, Parigi, 1926. Autoritratto.

Evans studia brevemente letteratura al Williams College, ma abbandona l’università prima di laurearsi. Il suo interesse per la cultura europea lo porta a trasferirsi a Parigi nel 1926, dove entra in contatto con la letteratura modernista e i movimenti d’avanguardia. Qui scopre autori come Baudelaire, Joyce e Proust, che plasmano la sua visione del mondo. Sebbene non pratichi ancora la fotografia, inizia a percepire il potenziale poetico del quotidiano, un tema che diventerà centrale nella sua opera.

3. Ragazza in Fulton Street 1929 by Walker Evans
Ragazza in Fulton Street, 1929. Foto Walker Evans.

A Parigi Evans ebbe modo di conoscere da vicino il fascino delle immagini di Nadar e il lavoro di Eugène Atget celebre per i suoi scatti della vecchia Parigi. Walker Evans ammira profondamente la capacità di Atget di trasformare il reale in documento poetico, mantenendo un equilibrio tra obiettività e lirismo. Dalle sue immagini, egli eredita l’uso dei toni seppia e delle sfumature calde, che conferiscono alle fotografie un senso di tempo sospeso. Questa influenza lo spinge a considerare la fotografia non solo come testimonianza, ma anche come memoria visiva del mondo che scompare.

4.Viraggio in seppia di Walker Evans 1930s
Un esempio di uso di viraggio e toni caldi ereditato da E. Atget. Walker Evans, 1930s.

Nel 1927 Walker Evans rientra negli Stati Uniti, stabilendosi a New York. Lavora come impiegato e traduttore, ma nel tempo libero comincia a sperimentare con una macchina fotografica presa in prestito. La metropoli, con i suoi contrasti sociali e architettonici, diventa per lui un terreno d’indagine visiva. La fotografia diventa presto un linguaggio personale: non uno strumento di evasione, ma un mezzo per guardare la realtà con precisione e profondità. In questi anni definisce la sua estetica fatta di chiarezza, frontalità e silenzio.

5.Lunchroom Buddies New York City 1931 by Walker Evans
Lunchroom Buddies, New York City, 1931.

In quel periodo a New York era famosa l’opera di Alfred Stieglitz. Evans non apprezzava il particolare taglio dell’opera di Stieglitz, che riteneva troppo concentrato sugli aspetti artistici. Evans era convinto che il compito del fotografo fosse principalmente quello di descrivere la vita vera e non di offrirne una visione diversa, eccessivamente mediata dalla visione soggettiva dell’autore. All’interno dei 50 numeri di “Camera Work”, la rivista pubblicata da Stieglitz, trovò una sola immagine che riuscisse a commuoverlo profondamente: quella della mendicante cieca di un altro grande fotografo Paul Strand.

6.Parked Car Small Town Main Street 1932 by Walker Evans
Parked Car, Small Town Main Street, 1932. Foto Walker Evans.


2. Walker Evans : Il viaggio a Cuba e nei mari del Sud (1933).

Nel 1933 Walker Evans parte per Cuba per documentare la situazione politica e sociale durante la dittatura di Gerardo Machado. Le sue fotografie, realizzate su incarico di un editore, rivelano un’attenzione profonda per l’umanità e la povertà urbana. Evans si concentra sui volti dei lavoratori, sulle strade polverose, sulle insegne e sulle abitazioni semplici. Il viaggio diventa un laboratorio per affinare il suo linguaggio visivo: imparare a “vedere” senza interferire”, a lasciar parlare i soggetti nella loro dignità silenziosa.

7.Coal Dockworkers Havana 1933 by Walker Evans
Coal Dock Workers ( Operai del bacino del Carbone ), Havana Cuba, 1933. Foto Walker Evans.
8. Havana 1933 by Walker Evans
Coal Loaders ( Caricatori di carbone ) Havana, Cuba 1933. Foto Walker Evans.
9.Cuba Coal Stevedore Havana 1933 by Walker Evans
Coal Stevedore ( Scaricatori di carbone ), Havana. Cuba, 1933. Foto Walker Evans.

A differenza di molti fotografi del tempo, Walker Evans rifiuta l’enfasi drammatica o il pathos. Le sue immagini cubane non denunciano con rabbia, ma osservano con lucidità e rispetto. Questa distanza misurata diventa la chiave del suo metodo documentario: la fotografia deve registrare, non giudicare. In queste opere emergono già i temi che lo renderanno celebre: l’architettura popolare, le scritte, le superfici, i segni della vita comune. La realtà è il suo soggetto e la sua poesia. Nello stesso 1933 il suo lavoro documentario su Cuba fu pubblicato ed è ancora oggi il più noto “reportage sulla dittatura di Machado a Cuba”.

10.Mule Wagon and Two Men Havana 1933 by Walker Evans
Mulo, carro e due uomini, L’Avana, Cuba, 1933. Foto Walker Evans.
11.Old Havana Housefronts 1933 by Walker Evans
Facciate di case dell’Avana Vecchia, Cuba, 1933. Foto Walker Evans.
12.Balcony Spectators cuba 1933 by Walker Evans
Spettatori sul balcone, Havana. Cuba, 1933. Foto Walker Evans.

Le immagini scattate da Evans a Cuba furono utilizzate da Carleton Beals per illustrare il suo libro ”The Crime of Cuba”. A Cuba Evans stringe amicizia con Ernest Hemingway. I due condividono un approccio simile alla realtà: diretto, privo di retorica, ma intriso di profondità umana. Come lo scrittore, Evans crede che la verità risieda nelle cose semplici, nel non detto, nel silenzio delle immagini. Questa affinità influenza il suo modo di intendere la fotografia come forma narrativa asciutta, vicina alla prosa hemingwayana. Entrambi, a modo loro, sono cronisti poetici del reale.

14.Negro Child Havana 1933 by Walker Evans 1
Bambino di colore, L’Avana, Cuba, 1933. Foto Walker Evans.
13.Stevedore 1933 Citizen in Downtown Havana Cuba 1933 by Walker Evans
Cittadini nel centro dell’Avana, Cuba, nel 1933. Foto Walker Evans.
15.Woman in a Courtyard 1933 Woman on the Street Havana 1933 by Walker Evans
Donne di L’Avana, Cuba, 1933. Foto Walker Evans.

Nello stesso periodo Evans partecipa a un viaggio nei mari del Sud insieme allo scrittore Hart Crane. Sebbene la spedizione non produca un progetto fotografico compiuto, essa accresce il suo interesse per le culture marginali e per la dimensione antropologica dell’immagine. Evans impara a osservare con attenzione il rapporto tra ambiente e identità, tra paesaggio e tracce umane. Questa lezione tornerà potente nel suo lavoro successivo per la Farm Security Administration.

16.Mari del Sud ritratti di donne di Walker Evans
Ritratti di donne dei Mari del Sud, Tahiti, 1932. Foto Walker Evans.


3. Walker Evans : Il lavoro per la Farm Security Administration [ FSA ].


La Grande Depressione che colpì gli Stati Uniti tra le due guerre toccando il momento di maggiore gravità nella prima metà degli anni Trenta fu causata da vari fattori: gli effetti della meccanizzazione dell’agricoltura, il mutare delle esigenze produttive legate allo sforzo bellico, alcuni anni di siccità che insieme furono la causa dell’impoverimento di migliaia di contadini, costretti ad abbandonare le proprie terre, dal Texas all’Oklahoma, dal Kansas al Dakota, trasformatesi in dust-bowls “ tazze di polvere” .

17.Autostop in Mississipp 1936 by Walker Evans
Una coppia, con le loro poche cose, lascia il Mississipi, 1936. Foto Walker Evans.

Tra il 1935 e il 1938 Walker Evans entra a far parte della Farm Security Administration (FSA), un’agenzia governativa impegnata nel monitoraggio delle politiche e della situazione economico sociale delle aree rurali del paese durante la Grande Depressione. Il primo fotografo ad essere assunto dalla FSA fu Arthur Rothstein, seguito poi, sempre nel 1935, da Dorothea Lange, Walker Evans e Paul Carter. In seguito essi vennero affiancati da altri fotografi di valore come Ben Shahn, Carl Mydans, Marion P.Wolcott (dal 1938), Jack Delano, Edwin Rosskam, John Vachon (dal 1940), John Collier, Gordon Parks (dal 1941), Marjoire Collins, Peter Horne, Russel Lee, Todd Webb, Theodore Jung e tanti altri.

18. Homestead children coming home from school Indiana 1936 by Walker Evans
Bambini di una fattoria che tornano a casa da scuola, Indiana, 1936. Foto Walker Evans.

Così nello stesso periodo di Dorothea Lange e del primo gruppo di fotografi assunti nel 1935, anche Walker Evans cominciò il suo viaggio per il sud ed il centro degli Stati Uniti (West Virginia, Pennsylvania, Louisiana, Mississippi, Georgia, Carolina del Sud, Alabama) per monitorare, con la sua inseparabile macchina di grande formato (una Folding 20 x 25) le condizioni di vita dei contadini durante il periodo della Grande Depressione iniziata nel 1929.

19.Photo by Walker Evans 4
Lavoratori stagionali in viaggio lungo la strada, 1936. Foto Walker Evans.

Durante la collaborazione con la FSA, Walker Evans realizza il suo ritratto più iconico, quello che mostra la moglie di un contadino dell’Alabama con il volto segnato dalla fatica, ma dallo sguardo fiero. La donna si chiama Allie Mae Burroughs ed è la moglie di un fittavolo in una piantagione di cotone, Floyd Burroughs, anche lui ritratto da Evans, insieme alla loro figlia Lucille. Il volto di Allie, segnato dalla ”depressione economica”, ripreso frontalmente, con uno sguardo diretto e privo di qualsiasi artificio, è diventato un simbolo della dignità e della resistenza umana in tempi di crisi.

20.Allie Mae Burroughs for the Farm Security Administration by Walker Evans
Allie Mae Burroughs. Hale County, Alabama, 1936. Foto Walker Evans.

Con uno stile asciutto e diretto, Evans non idealizza né giudica, ma osserva, documenta e lascia che l’immagine parli. È un simbolo universale di dignità nella povertà, una delle immagini più potenti della fotografia sociale americana. Questa celebre fotografia, nota col titolo di “Alabama Tenant Farmer Wife” fa parte della collezione del Metropolitan Museum of Art ed è spesso considerata l’icona stessa del reportage sociale americano.

21.Floyd Burroughs Cotton Share Cropper Hale County Alabama 1936 by Walker Evans
Floyd Burroughs marito di Allie Mae. Hale County, Alabama, 1936. Foto Walker Evans.
22.Lucille Burroughs daughter of cotton cropper Hale County Alabama 1936 by Walker Evans side
Lucille Burroughs, figlia di Floyd ed Allie Mae Burroughs. Hale County, Alabama, 1936. Foto Walker Evans.

Walker Evans fu sempre intento a raccogliere, con una onestà senza compromessi, con una visione netta, austera e semplice, testimonianze dirette sulle condizioni del paese, sulla situazione degli affittuari, sulle loro case, sui loro beni, sui sistemi di lavoro, sui raccolti, le scuole, i magazzini e più in generale sulle loro reali condizioni. Egli riuscì a mettere mirabilmente in stretta relazione la popolazione con i loro ambienti, con la comunità, con il riflesso della situazione nazionale.

23.family Hale County Alabama. Sharecroppers 1936 by Walker Evans
Famiglia di Mezzadri, Contea di Hale, Alabama, 1936. Foto Walker Evans.
24.Tengle children Hale County Alabama 1936 by Walker Evans
La famiglia Tengle, Contea di Hale, Alabama, 1936. Foto Walker Evans.

Walker Evans riprese i volti stralunati dei più poveri, mostrando le condizioni di miseria in cui piombarono molte famiglie in quel periodo. Aprì uno squarcio sulle condizioni dei lavoratori, delle case che abitavano e delle scuole che frequentavano. Egli fu il fotografo che meglio di ogni altro seppe fornire una immagine della grande crisi americana del 1929.

25.Photo by Walker Evans 5
Famiglia di contadini, 1936. Foto Walker Evans.

Quella dei fotografi della Farm Security Administration sino ad oggi rimane la documentazione più conosciuta su quegli anni almeno per alcuni Stati, Insieme al gruppo fenomenale di fotografi citati in precedenza Evans reinventa la fotografia documentaria e realizza alcune delle immagini più iconiche del Novecento. I suoi ritratti di famiglie contadine, di case in legno e di strade polverose catturano l’essenza di un paese in crisi, ma anche la dignità dei suoi abitanti. La realtà diventa mito attraverso la sua lente.

26.Man Posing for Picture in front of Wooden House 1936 by Walker Evans
Uomo in posa per una foto vicino a una casa di legno, 1936. Foto Walker Evans.

Queste fotografie di Walker Evans di genti e luoghi della Grande Depressione confluiranno in parte nello storico catalogo della sua prima mostra personale : “American Photography” , la prima mostra personale in assoluto riservata a un fotografo dal MoMa di New York nel 1938. La raccolta ebbe un’enorme diffusione ed influenza anche in Europa.

27.Photo by Walker Evans
Ritratto di contadino, 1936. Foto Walker Evans.

Uomo di carattere introverso a volte ironico, scettico e aristocratico, Walker Evans non ebbe quasi mai buoni rapporti con i responsabili della FSM e questo spiega perché fu uno dei primi collaboratori ad essere licenziato nel momento in cui il budget dell’agenzia governativa fu ridotto. Secondo Evans i coordinatori del progetto FSM avevano un’impostazione ”propagandistica” nella documentazione dei problemi sociali della grande crisi, mentre egli era profondamente convinto che il ruolo fondamentale del fotografo era quello di descrivere la realtà delle condizioni di vita e non tanto quello, comunque lodevole, di cercare di modificare il mondo.

28.Young Girl 1938 by Walker Evans
Ritratto di bambina, 1938, Foto Walker Evans.

Per questo Evans si staccò volentieri dal gruppo FSA per realizzare dei lavori in proprio sullo stesso tema diventati poi leggendari, come la collaborazione con lo scrittore James Agee al progetto che diventerà il celebre libro “ Let Us Now Praise Famous Men” ( Sia lode ora a uomini di fama) pubblicato nel 1941. L’opera unisce fotografia e scrittura in un dialogo profondo tra due linguaggi. Evans fornisce un ritratto visuale sobrio e potente della povertà rurale, mentre Agee la racconta con parole dense e poetiche. Insieme realizzano un documento umano che trascende il reportage, diventando una meditazione sulla condizione umana e sulla verità dell’immagine.

29.Portrait of James Agee 1937 Long Island New York 1937 by Walker Evans
Ritratto di James Agee, 1937. Foto Walker Evans.


4. Walker Evans : Subway Portraits (1938–1941).

Tra il 1938 e il 1941 Walker Evans realizza una delle sue serie fotografiche più innovative: i Subway Portraits. Con una fotocamera nascosta sotto il cappotto, fotografa di nascosto i passeggeri della metropolitana di New York. Le espressioni assorte, stanche o distratte dei viaggiatori diventano un catalogo umano della modernità. Oggi la serie Subway Portraits è conservata in varie istituzioni come l’Art Institute of Chicago.

30. Subway Passengers New York City 1938 1941 by Walker Evans
Passeggeri della metropolitana di New York, 1938-1941. Foto Walker Evans.
31.Subway Passengers New York City 1938 1941 by Walker Evans
Passeggeri della metropolitana di New York, 1938-1941. Foto Walker Evans.

I Subway Portraits rappresentano un esperimento di invisibilità. Walker Evans cattura l’anonimato metropolitano con una sincerità senza precedenti. Queste immagini segnano una svolta nella fotografia di strada, anticipando il realismo psicologico del dopoguerra. Evans elimina la posa, l’intenzione e la consapevolezza del soggetto. Ciò che resta è la verità dell’attimo, l’autenticità di un volto colto nel flusso quotidiano.

32.Subway Passengers New York City 1938 1941 by Walker Evans
Passeggeri della metropolitana di New York, 1938-1941. Foto Walker Evans.
33.Subway Passengers New York City 1938 1941 by Walker Evans
Una giovane donna immersa nei suoi pensieri mentre viaggia nella metropolitana di New York, 1938-41. Il volto rilassato e l’atmosfera claustrofobica restituiscono la condizione dell’uomo moderno: solo, anonimo, ma profondamente umano. Foto Walker Evans.

Questa serie rivela la sua ossessione per la realtà non mediata e per il linguaggio degli oggetti e dei corpi. In un certo senso, Walker Evans costruisce un atlante dell’umanità americana, un mosaico fatto di gesti minimi e sguardi perduti. Poco tempo dopo anche la fotografa Helen Levitt si dedicherà ad un progetto simile a quello di Evans cominciando a fotografare la vita nella metropolitana di New York fino agli anni ‘50. Ma il suo approccio fu radicalmente diverso da quello di Evans.

34.Subway Passengers New York City 1938 1941 by Walker Evans
Passeggeri della metropolitana di New York, 1938-1941. Foto Walker Evans.
35.Subway Passengers New York City 1938 1941 by Walker Evans
Passeggeri della metropolitana di New York, 1938-1941. Foto Walker Evans.

Mentre Evans fotografava di nascosto i passeggeri della metropolitana, ossia cercava l’anonimato e la distanza, la Levitt privilegiava la spontaneità e l’empatia. Le sue immagini, spesso a colori non indagano l’alienazione urbana, ma la poesia del gesto quotidiano. Là dove Evans vede l’individuo immerso nel silenzio moderno, Levitt coglie la vitalità del momento, l’ironia, la grazia effimera del vivere in città. Entrambi, però, condividono un’identica fede: quella nella verità invisibile del quotidiano.

36.Subway Passengers New York City 1938 1941 by Walker Evans
Passeggeri della metropolitana di New York, 1938-1941. Foto Walker Evans.
37.Subway Passengers New York City 1938 1941 by Walker Evans
Passeggeri della metropolitana di New York, 1938-1941. Foto Walker Evans.


5. Walker Evans : Le Architetture urbane e le Insegne.

Parallelamente ai suoi lavori documentari Walker Evans fotografava con passione cartelli ed insegne pubblicitarie, facciate, palazzi commerciali e architetture urbane. Le sue immagini di stazioni di servizio, negozi, manifesti e cartelloni rappresentano un’America in trasformazione. Questi paesaggi urbani parlano di modernità, consumo e identità. Evans ne coglie la poesia nascosta, restituendo una visione epica del quotidiano. Le sue fotografie anticipano la Pop Art e la cultura visiva contemporanea.

38.Truck and Sign 1928c by Walker Evans
Truck and Sign”, 1929 circa. Uno dei primi esempi dell attenzione di Evans per le insegne commerciali.
39.Fish ok Roadside stand near Birmingham Alabama by Walker Evans
In questa immagine di un piccolo chiosco lungo la strada vicino a Birmingham, Alabama” (1936), Evans racchiude tutto il suo sguardo poetico sul quotidiano. I cartelli, le merci esposte, le persone che lo popolano, raccontano la vita rurale americana con precisione documentaria e tenerezza disarmante.
40.Auto Parts Shop Atalanta Georgia 1936 by Walker Evans
Negozio di ricambi auto, Atlanta, Georgia, 1936. Foto Walker Evans.

In molte opere di Evans si nota il contrasto tra insegne, scritte commerciali, manifesti pubblicitari, tutti indizi onnipresenti del lavoro dell’uomo e specchi di una società del benessere, inseriti in ambienti e realtà misere e abbruttite. Una vera e propria “estetica dei segni” che oggi viene usata da molti attivisti nelle campagne contro la ‘’globalizzazione’’ .

41.Pabst Blue Ribbon Sign by Walker Evans
Enorme insegna “Pabst Blue Ribbon Beer” lungo una strada deserta, anni ’30. Foto Walker Evans.

L’altro soggetto che Walker Evans ama fotografare, ossia i palazzi commerciali e le architetture urbane, rivelano con sorprendente chiarezza, lo stile di vita e e la cultura americana, le abitudini e le esistenze di famiglie e lavoratori in relazione con la crisi economica e con le politiche del Paese. Spesso egli tralascia di fotografare gli abitanti di questi edifici, ma chi guarda le sue foto riesce facilmente a indovinare la loro presenza e il loro aspetto.

42.Main Street Saratoga Springs New York 1931 di Walker Evans
Main Street, Saratoga Springs, New York, 1931. Foto Walker Evans.
Uno dei primi esempi della attenzione di Walker Evans per le architetture urbane. Le geometrie semplici e la frontalità dell’inquadratura creano un ritratto silenzioso dell’America ordinaria.

Oggetto dell’indagine di Evans è non tanto il paesaggio che circonda le città (non le grandi, ma le piccole, quelle di provincia), quanto le città stesse ed il loro rapporto con l’ambiente circostante. Evans, rispetto a Dorothea Lange, predilige l’ambiente urbano rispetto a quello agricolo, ed il suo occhio “puritano” indugia a lungo sulla linea di confine tra campagne inurbate e periferie che rosicchiano inesorabilmente la natura.

43.Houses and Billboards in Atlanta Georgia 1936 by Walker Evans
Case e cartelloni pubblicitari ad Atlanta, 1936. Foto Walker Evans.
Un capolavoro di equilibrio tra architettura e cultura popolare. Evans fotografa una fila di case di legno su cui campeggiano grandi cartelloni pubblicitari. L’immagine riflette la tensione tra tradizione e modernità, tra povertà reale e sogno americano. Una delle immagini chiave della sua indagine sull’architettura vernacolare e il paesaggio urbano americano.
44.Crossroads store Alabama 1936 by Walker Evans
Negozio lungo la strada, Alabama, 1936. Foto Walker Evans.

Prese singolarmente le immagini di Walker Evans trasmettono il senso inconfondibile dei singoli luoghi, luoghi che nell’insieme evocano in modo corale il senso profondo della vita nel grande Paese. Ma la ricerca di Evans scavalca la dimensione meramente sociale. Nel suo “inventario” anti-retorico di architetture e incombenti manifesti pubblicitari paradossalmente, rappresenta in maniera puntuale il più realistico e irrealistico dei miti: l’America.


6. Walker Evans : Il fascino degli interni e dei particolari.

Nel corso degli anni Walker Evans sviluppa un crescente interesse per i dettagli degli interni domestici e degli oggetti comuni. Sedie, specchi, quadri, stoviglie: tutto diventa degno di essere fotografato. In questi elementi quotidiani, egli riconosce la traccia della vita e dell’identità collettiva. Le sue immagini di stanze modeste e di mobili usurati raccontano più di mille parole sul modo di abitare e di esistere.

45.Interno di bottega di barbiere per gente di colore Atlanta 1936 by Walker Evans
Interno di bottega di barbiere per gente di colore, Atlanta, 1936. Foto Walker Evans.

Evans trasforma la fotografia in un’archeologia del presente. Il suo stile, estremamente crudo e autentico, fatto di primi piani, immagini di vetrine e finestre, interni di negozi, ha influenzato il modo di fotografare di diverse generazioni di fotografi nel dopoguerra, tra cui Robert Frank, Henry Callahn, Diane Arbus, Stephen Shore, William Eggleston e tanti altri.

46.Cucina di casa colonica Alabama1936 by Walker Evans
Cucina di casa colonica Alabama,1936. Foto Walker Evans.

Per Walker Evans, l’oggetto non è mai banale. Ogni dettaglio è un frammento di storia, un documento antropologico. Le bottiglie, le tende, persino le crepe sui muri diventano portatori di significato. Il fotografo si avvicina così a una dimensione quasi museale della realtà, in cui l’estetica nasce dal vissuto. Questa attenzione per le “cose” influenzerà profondamente la fotografia concettuale americana degli anni ’60 e ’70, da Ed Ruscha ai New Topographics.

47.Photo by Walker Evans
Foto di un dettaglio di cucina di casa colonica, 1936. Foto Walker Evans.
48.Kansas City Missouri 1937 by Walker Evans
Dettaglio dei piatti di una mensa per poveri a Kansas City, Missouri 1937. Foto Walker Evans.


7. Walker Evans : Le Polaroid e la libertà degli ultimi anni.

Dopo l’esperienza nell’ FSA, dal 1943 al 1965, Walker Evans lavorò come giornalista e fotografo per un paio di anni presso la rivista Time passando, successivamente, nella redazione di Fortune. Nel 1965 si ritirò dalla fotografia professionale per dedicarsi all’insegnamento di Arti Grafiche presso la Yale University di New York. Egli continuq a fotografare fino alla fine, ma abbandona le pesanti e ingombranti fotocamere con cavalletto e si avvicina con entusiasmo alla fotografia istantanea Polaroid SX-70, uscita nei primi anni Settanta.

49.Instant color print 1973 74 by Walker Evans
Instant color print, 1973-74, by Walker Evans.

La semplicità e la rapidità del mezzo gli offrono una libertà creativa inedita. Evans scatta immagini di dettagli, vetrine, insegne, oggetti quotidiani: frammenti di realtà colti con freschezza e spontaneità, ma non disdegna di immortalare persone, amici, conoscenti, sempre con uno stile originale, mai banale.

50.Instant color print 1973 74. Photo by Walker Evans
Instant color print, 1973-74, by Walker Evans.

Anche con la Polaroid Walker Evans fotografa con una precisione quasi scientifica: la composizione è sempre equilibrata, l’inquadratura pensata, la luce naturale. Nulla è lasciato al caso. Evans crede che la verità visiva emerga solo quando il fotografo riesce a sparire dietro la macchina, diventando puro strumento di osservazione.

51. Instant color print 1973 74. Photo by Walker Evans
Instant color print, 1973-74, by Walker Evans.

Pur lontane dalla solennità dei lavori precedenti, queste fotografie rivelano una continuità profonda con il suo linguaggio visivo. Walker Evans dimostra che l’occhio del fotografo, più della tecnica, è ciò che trasforma l’ordinario in arte.

52.Street Arrow Instant color print 1973 74. Walker Evans
Instant color print, 1973-74, by Walker Evans.

Walker Evans muore a New Haven, in Connecticut nel 1975 dopo aver ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Le ultime fotografie che lo ritraggono sono proprio delle istantanee realizzate con la Polaroid. Egli ha lasciato un archivio vastissimo, oggi considerato patrimonio essenziale della cultura visiva del Novecento.

53. Walker Evans. Instant color print 1973 74
Le ultime foto che ritraggono Walker Evans scattate con la Polaroids, 1974-75.


8. Walker Evans : La tecnica, lo stile, l’eredità culturale.

Come detto all’inizio, Walker Evans si formò fotograficamente e culturalmente in Europa, soprattutto a Parigi. La sua formazione letteraria ( era affascinato in particolare da James Joyce, D.H. Lawrence e dalla prosa limpida e diretta di G.Flaubert ) segnò in modo indelebile il suo modo di fotografare. Fin dall’inizio egli considerò la fotografia come una forma di scrittura visiva: ogni immagine era una frase precisa, costruita con equilibrio e intenzione.

54.Photo by Walker Evans 4
Foto Walker Evans.

Poi, come altri grandi fotografi suoi contemporanei, Walker Evans prese la strada della Straight Photography, ovvero la tendenza fotografica che nacque in opposizione alla corrente del Pittorialismo e che riconosceva solo i risultati ottenuti direttamente dal mezzo fotografico negando ogni forma di manipolazione dell’immagine e quindi della realtà. Questa tensione verso l’oggettività si traduce in Evans nella realizzazione di immagini asciutte, prive di sentimentalismo, ma capaci comunque di evocare emozione in chi le guarda.

55.Black man movie poster New Orleans by Walker Evans
Un uomo di colore davanti alla Locandina di un film, New Orleans.

Secondo i princìpi della Straight Photography, Evans iniziò a fotografare con una macchina a lastre di grande formato, una Folding 20×25, che gli consentivano una definizione straordinaria, una messa a fuoco di ogni particolare e un controllo rigoroso della composizione. Egli operava con il cavalletto, in veduta frontale, prediligendo l’uso della luce naturale e l’assenza di manipolazioni in laboratorio. Era solito scattare poche fotografie e poi si adoperava affinché in sede di stampa emergesse ogni dettaglio della scena ripresa .

56.Street scene Vicksburg Mississippi by Walker Evans
Street scene, Vicksburg, Mississippi. Foto Walker Evans.

Tecnicamente, Evans rifiutava l’effetto e la spettacolarità, puntando tutto sulla chiarezza. La sua tecnica era al servizio del contenuto: un linguaggio limpido, privo di artifici, che permetteva alla realtà di emergere nella sua essenza. Con il suo stile riuscì sempre a donare bellezza ai luoghi più miseri , così come alle persone ritratte quasi sempre con lo sguardo dritto nell’obiettivo, quasi a coglierne elementi profondi e indelebili.

57.Barber Shop by Walker Evans 1
Barber Shop. Foto Walker Evans.

Walker Evans era convinto che la fotografia non doveva interpretare, ma mostrare. Il suo stile, fatto di frontalità e precisione, esprimeva una profonda fiducia nella forza autonoma dell’immagine. In questo senso, il suo lavoro rappresenta una forma di “etica dello sguardo”. Guardare il mondo con verità significa rispettarlo. Ogni fotografia di Evans è un atto di testimonianza silenziosa, una dichiarazione di fedeltà alla realtà così com’è, senza abbellimenti né distorsioni.

58.Tin False Front Building Moundville Alabama by Walker Evans
Edificio con facciata falsa in lamiera a Moundville, Alabama. Foto Walker Evans.

Riscoprire oggi le immagini di Walker Evans significa riportare la fotografia alle sue radici, riavvicinarla all’umile quanto immenso scopo di documentare e rendere testimonianza. Significa tentare di ricondurre l’immagine fotografica nell’ambito della rappresentazione del reale, in un tempo come quello di oggi che esalta il virtuale e riduce la fotografia a semplice riflesso di ipotetiche realtà, sempre confutabili. Evans ha aperto la strada a una fotografia “democratica”, dove ogni soggetto, anche il più umile, può diventare icona. Il suo modo di vedere, il suo sguardo documentario — sobrio, diretto, ma poeticamente carico — ha ridefinito il concetto di realismo fotografico.

«Documentaria è la fotografia della polizia scattata sul posto di un delitto. Quello è un documento. Vedi bene che l’arte è senza utilità, mentre un documento ha un’utilità. Per questo l’arte non è mai un documento, ma può adottarne lo stile. E’ quello che faccio io». (Walker Evans)


A distanza di decenni, le fotografie di Walker Evans continuano a parlare con forza. Nella loro apparente semplicità, contengono una complessità profonda: l’incontro tra arte, etica e documentazione. Evans ci ha insegnato a guardare il mondo senza pregiudizi, a scoprire la bellezza nei dettagli e nei segni del tempo. La sua opera rimane una delle più lucide meditazioni visive sull’America — e sulla condizione universale dell’uomo. Un realismo che diventa poesia, silenziosa e indimenticabile.

59. Il fotrografo Walker Evans

Per come la vedo io (la fotografia) è puramente una questione d’istinto, la coscienza non interviene mai”. (Walker Evans, 1966)


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