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Pionieri della Fotografia
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Maestri del XX° secolo

18. Dorothea Lange – La fotografa che raccontò la povertà e la dignità dell’America
Dorothea Lange è una delle fotografe documentaristiche americane più influenti del ventesimo secolo, conosciuta per aver trasformato la fotografia in strumento di testimonianza sociale. La sua fotografia più famosa, “Migrant Mother”, è diventata un simbolo universale di resilienza e dignità umana. Attraverso il suo obiettivo, la Lange non cercava solo di catturare immagini, ma di dare voce agli invisibili, raccontando storie di povertà, speranza e coraggio. Il suo lavoro continua ancora oggi a ispirare generazioni di fotografi e a ricordarci il potere sociale della fotografia.
Progetti Fotografici

14a. Philippe Halsman- “Jumpology: Il Volo della Spontaneità”
“Jumpology” è il geniale progetto fotografico di Philippe Halsman, dove celebrità e personalità di spicco venivano catturate nel momento più genuino e liberatorio: mentre saltavano in aria. Halsman credeva che il salto fosse un gesto puro, un momento di spontaneità che sfuggiva alle pose costruite tradizionali e rivelava le emozioni autentiche dei soggetti.
Contest Fotografici

30 Fotografie Vincitrici dei National Awards SWPA
I National Awards sono uno dei riconoscimenti principali del famoso concorso internazionale Sony World Photography Awards (SWPA), che celebra l’eccellenza nella fotografia in diverse categorie. Questo premio è destinato a chi si distingue come fotografo a livello nazionale, offrendo un’opportunità per i talenti emergenti di essere riconosciuti nel proprio paese, oltre che a livello globale.
Reportage

170.Thurston Hopkins – Lo sguardo umano della fotografia britannica
Thurston Hopkins è stato uno dei più importanti fotografi britannici del dopoguerra, celebre per il suo stile documentaristico e il profondo senso di umanità che traspare dalle sue immagini. Figura di spicco nel panorama del fotogiornalismo egli ha attraversato gran parte del Novecento con la macchina fotografica al collo, raccontando con sensibilità e precisione la società del suo tempo con il suo approccio umanista e la capacità di catturare la vita quotidiana con una sensibilità visiva rara.
Ritratto Fotografico

172. Minor White – La Teoria dell’Equivalenza
Minor White è stato il visionario che ha plasmato e sviluppato concetti come “Sequenza”, “Equivalenza” e “Metafora” offrendo a ogni fotografo una chiave per vedere oltre l’oggetto, invitandolo a un incontro profondo tra mente, cuore e spirito. Con la sua intuizione ha aperto la strada a una nuova visione della Fotografia, una moda che non conosce fine e che continuerà a vivere nei cuori di chi sa guardare il mondo con occhi sensibili.
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23b. Arnold Newman – Il volto dei Fotografi
Arnold Newman, maestro del “Ritratto Ambientato”, ed autore di numerosi celebri ritratti di personalità ed artisti del Novecento, ha ritratto anche molti suoi colleghi fotografi portandoli per una volta davanti all’obiettivo e non dietro di esso. Ma per loro, molto spesso, utilizzò un linguaggio completamente diverso da quello del Ritratto Ambientato.

Libri di fotografia più belli da collezionare: i 10 capolavori imperdibili (Guida 2026)
Scopri i 10 libri di fotografia più belli da collezionare: capolavori iconici, edizioni rare e photobook imperdibili per appassionati e collezionisti.
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In Evidenza
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Maestri del Bianco e Nero

161. Raghu Rai – La Fotografia come esperienza di verità
Raghu Rai è considerato il maestro della fotografia indiana, un autore capace di trasformare il reportage in poesia visiva. Nato nel 1942, ha raccontato per oltre cinquant’anni l’India nelle sue molteplici sfaccettature: dalle grandi metropoli ai villaggi, dai ritratti di figure spirituali agli eventi storici che hanno segnato il Paese. I suoi libri fotografici sono diventati vere e proprie mappe visive, mentre la sua tecnica, fatta di densità, empatia e strati narrativi, ha ridefinito il modo di intendere l’immagine.
Reportage

170.Thurston Hopkins – Lo sguardo umano della fotografia britannica
Thurston Hopkins è stato uno dei più importanti fotografi britannici del dopoguerra, celebre per il suo stile documentaristico e il profondo senso di umanità che traspare dalle sue immagini. Figura di spicco nel panorama del fotogiornalismo egli ha attraversato gran parte del Novecento con la macchina fotografica al collo, raccontando con sensibilità e precisione la società del suo tempo con il suo approccio umanista e la capacità di catturare la vita quotidiana con una sensibilità visiva rara.

Essential Books

GENESI, il risultato di un’epica spedizione durata otto anni alla riscoperta di montagne, deserti, oceani, animali e popolazioni finora sfuggiti all’impatto della società moderna: la terra e la vita di un pianeta ancora incontaminato. “Circa il 46% del Pianeta è ancora com’era al momento della creazione”, ci ricorda Salgado. “Dobbiamo salvaguardare ciò che esiste”.

Una cronologia dell’opera di Capa, un libro ricchissimo di immagini, che dà l’idea della vastità e del modo in cui il fotografo operava sul campo. Non solo i suoi resoconti di guerra, ma anche immagini di momenti che rimandano all’uomo, vittime e migranti, gioie e dolori. Questo libro lascia intravedere alcune sfaccettature di un personaggio complesso, intraprendente, che non esita a rischiare la propria carriera come la propria esistenza.
Attraverso circa 160 fotografie ed altri numerosi documenti – giornali, riviste, volumi -, il libro presenta per la prima volta in maniera esaustiva e approfondita il rapporto tra colui che è stato definito “l’occhio del secolo” e l’Italia, ripercorrendo le tappe di un rapporto iniziato prestissimo, già negli anni Trenta, e proseguito sino al momento in cui Cartier-Bresson ha abbandonato la fotografia, negli anni Settanta.

In “Paris de nuit” Brassaï ha fissato per sempre il mondo notturno della capitale francese agli inizi degli anni Trenta. Una città misteriosa fatta di bassifondi e cabaret, clochard e prostitute, gente losca e aristocratici, ma anche reale, fatta di fornai, ortolani, guardie, stampatori di giornali, ecc. Egli affermava: ” La sua idea era quella di far vedere un lato della vita quotidiana che pochi conoscevano.
Best Photo Video
“Basta un rayo de luz
y el instante serà
perpetuo”
Valparaiso è la città dell’estremo limite. Come la Macondo di “Cent’anni di solitudine” è non solo un luogo del mondo, ma uno stato d’animo. Un sogno, un’immagine. Per la mente occidentale è un’idea romantica di lontananza, il pensiero di un altro da sé dove poter vivere la meraviglia e lo stupore. Qui, in questa piccola e paradossale “valle del paradiso”, tra i suoi vicoli e le sue infinite salite e discese, Sergio Larrain realizza alcune tra le sue foto più celebri.



