136. Ian Berry – Il reportage come testimonianza di cambiamento

da | Gen 3, 2026 | Reportage, Maestri del XX° secolo | 0 commenti

Quello che cerco è il momento unico, quello definitivo in grado di dire esattamente ciò che vuoi, che intagli una situazione, che riproduca un impatto. Cartier-Bresson ha detto che se hai fortuna ti capita una volta all’anno. Ma io non sarei così ottimista. Quando accade, è fantastico ….”. (Ian Berry)

1.Il fotografo Ian Berry
Il fotografo Ian Berry.

Ian Berry nasce nel 1934 a Preston, Lancashire, Inghilterra, in un’epoca in cui il mondo ancora si riprendeva dalla Grande Depressione e si preparava a una nuova guerra. La sua passione per il racconto visivo nasce presto, ma è solo dopo essersi trasferito in Sudafrica nel 1952 che comincia a trasformarla in professione. Qui, immerso nelle complesse dinamiche sociali del paese, Berry trova un terreno fertile per sviluppare la sua visione densa di umanità e storia.

2.Tempesta di polvere. Maseru Lesotho Sudafrica 1960
Tempesta di polvere. Maseru, Lesotho, Sudafrica, 1960.
3.Ragazzo suona la chitarra fatta con lattine dolio tra le rovine bruciate della sua casa dura
Ragazzo suona la chitarra fatta con lattine d’olio, tra le rovine bruciate della sua casa, durante una rivolta razziale. Maseru, Lesotho,1961.

In Sudafrica Ian Berry si avvicina alla fotografia apprendendo i fondamenti tecnici da Roger Madden, un fotografo sudafricano che era stato un assistente di Ansel Adams. Qui lavorò per un po’ di tempo fotografando eventi sociali e matrimoni, poi incontrò Jürgen Schadeberg, un fotografo anche lui immigrato dall’Europa, che gli offrì un lavoro nel giornale “African Sunday”. Dopo averci lavorato solo 10 mesi il giornale chiuse e Berry andò a lavorare per il “Benoni City Times” anche se cominciò a maturare il desiderio di diventare un fotografo indipendente.

4.Sudafrica. Ian Berry foto 1
Sudafrica. Ian Berry foto.
5.Incontro annuale dei membri della Zion Christian Church il piu grande gruppo religioso del Sudafrica.1
Zion City Moria, nella provincia del Limpopo. Incontro annuale dei membri della Zion Christian Church, il più grande gruppo religioso del Sudafrica, 1994.

In Sudafrica osserva da vicino la segregazione razziale dell’apartheid, che diventerà una delle questioni umane e politiche più importanti della sua carriera. Sono gli anni Cinquanta, il periodo che gli permette di osservare da vicino la vita quotidiana e le crescenti tensioni razziali: un’esperienza che influenzerà profondamente il suo stile documentario. In questo periodo visita altri paesi africani, realizzando servizi fotografici per il Benoni City Times.

6.Ghana vicino Accra 1
Ghana, vicino Accra.
7.Africa. Costa dAvorio. Un boscaiolo manipola enormi tronchi sul fiume
Africa. Costa d’Avorio. Un boscaiolo manipola enormi tronchi sul fiume.

1. Ian Berry : L’Africa, l’Apartheid e la strage di Sharpeville.

Tornato in Gran Bretagna, Ian Berry viaggiò per qualche tempo, ma poi alla fine degli anni Cinquanta ritornò in Sud Africa dove fu assunto dal “ Daily Mail ”. Poco dopo il Capo Redattore del “ British Picture Post ” lo assunse per lavorare nel celebre “ Drum magazine ”. E’ questo il momento in cui Ian Berry comincia il lavoro che lo porterà alla notorietà internazionale: la documentazione sistematica dell’apartheid in Sudafrica a partire dagli anni Cinquanta fino all’elezione di Nelson Mandela nel 1994.

8.Una giovane tata nera poco piu che bambina si prende cura di una bambina per una famiglia bia 1
Una giovane tata nera, poco più che bambina, si prende cura di una bambina per una famiglia bianca. South Africa. 1969.
9.Sudafricani neri su una spiaggia legalmente riservata ai bianchi 1984
Sudafricani neri su una spiaggia legalmente riservata ai bianchi, 1984.

Il 21 marzo 1960 Ian Berry fu l’unico fotografo a documentare la strage di Sharpeville, quando la polizia sudafricana sparò su manifestanti pacifici, uccidendo 69 persone e ferendone 178. Non c’era nessun altro a documentare gli eventi, soltanto Berry e le sue fotografie vennero assunte a verbale dalla Corte del Tribunale perché provavano che le vittime non avevano fatto niente di sbagliato, erano innocenti, contrastando la narrativa ufficiale del governo.

10.La Polizia arriva con le auto blindate allentrata della citta di Sharpeville South Africa. Lunedi 1
La Polizia arriva con le auto blindate all’entrata della città di Sharpeville, South Africa. Lunedì 21 marzo 1960.

Quando la polizia apre il fuoco i manifestanti scappano e, nelle foto di Ian Berry, si vedono poliziotti sullo sfondo che continuano a sparare sulla folla mentre corre. Le sue immagini non solo documentano il dramma umano e la brutalità dell’accaduto, ma, come già detto, vengono usate in tribunale per dimostrare l’innocenza delle vittime, segnando un punto di svolta storico e mediatico.

11.South Africa. Massacro di Sharpeville. Lunedi 21 marzo 1960
South Africa. Massacro di Sharpeville. Lunedì 21 marzo 1960.
12.South Africa. Massacro di Sharpeville. Lunedi 21 marzo 1960
South Africa. Massacro di Sharpeville. Lunedì 21 marzo 1960.

Ian Berry trascorse quasi un decennio a fotografare quotidianamente la segregazione, la resistenza e la vita nelle comunità nere sudafricane. Questi lavori sono raccolti in libri come Black and Whites: L’Afrique du Sud (con una prefazione del futuro presidente francese François Mitterrand) pubblicato nel 1988, e Living Apart pubblicato nel 1996. Questi due libri sono tutt’oggi fondamentali sulla questione apartheid perchè offrono una testimonianza duratura sulla segregazione razziale, integrando narrazione visiva e contesto storico.

13.Strade fiancheggiate da soldati e filo spinato. Gauteng. Johannesburg. Sudafrica. 1994
Strade fiancheggiate da soldati e filo spinato. Gauteng. Johannesburg. Sudafrica. 1994.
14.Bambina bianca con una tata nera a un incontro del Partito Nazionale. Harrismith Stato Libero
Bambina bianca con una tata nera a un incontro del Partito Nazionale. Harrismith, Stato Libero di Orange, Sudafrica. 1994.

Le sue fotografie sull’aparthaid non erano solo cronache visive, ma strumenti di denuncia. Berry passò anni a osservare e raccontare l’impatto delle leggi razziali sulle vite quotidiane delle persone nere sudafricane finché gli fu vietato l’ingresso nel paese per 8 anni. Tornerà in Sudafrica nel 1990 con la liberazione di Nelson Mandela e documenterà la sua vittoria alle elezioni nel 1994.

15.Imparare a votare Paradise Sudafrica 1994
Imparare a votare, Paradise, Sudafrica, 1994.
16.Un uomo esulta sotto la pioggia dopo le elezioni democratiche. Alexandra Township Johannesbur 1
Un uomo esulta sotto la pioggia dopo le elezioni democratiche. Alexandra Township, Johannesburg, Sudafrica, 1994.
16a.Gli studenti festeggiano con un poster di Mandela alla Westville University prima della sua 1
Gli studenti festeggiano con un poster di Mandela alla Westville University, prima della sua visita. Natal, Sudafrica, 1994.
17.Sostenitori attendono larrivo di Mandela prima delle elezioni. Sudafrica. Lamontville Natal 1994
Sostenitori attendono l’arrivo di Mandela prima delle elezioni. Lamontville, Natal, Sudafrica 1994.
18.Mandela con un bambino al ballo della vittoria elettorale. Gauteng Johannesburg Sudafrica 1994
Mandela con un bambino al ballo della vittoria elettorale. Gauteng, Johannesburg, Sudafrica, 1994.


2. Ian Berry : L’esperienza nella Magnum Photos.

Mentre era in Sudafrica, nel 1962, Ian Berry venne invitato da Henri Cartier-Bresson ad entrare nella storica agenzia Magnum Photos, una delle comunità fotografiche internazionali più prestigiose, di cui diventerà membro effettivo nel 1967. Questo riconoscimento sancisce il suo passaggio da freelance a fotogiornalista di livello globale, ampliando il suo campo di lavoro a eventi di portata mondiale anche se, non abbandonò mai l’impegno nel documentare la segregazione razziale in Sud Africa.

19.Germania Ovest. Due fratelli si incontrano a Natale al Muro di Berlino 1963
Germania Ovest. Due fratelli si incontrano per Natale al Muro di Berlino, 1963. (I° parte)
20.Germania Ovest. Due fratelli si incontrano a Natale al Muro di Berlino 1963
Germania Ovest. Due fratelli si incontrano per Natale al Muro di Berlino, 1963. (II° parte).

Della sua esperienza nella Magnum Photos, Ian Berry dirà in seguito : “ Credo di essere stato molto fortunato quando sono entrato in Magnum. La persona che contava di più era Cartier Bresson e ho trascorso molto tempo con lui in Francia passeggiando…….Sono cresciuto in Magnum con Marc Riboud, Elliott Erwitt… ho potuto imparare molto da loro. Eravamo 12 o 13 fotografi. Ora sono passati più di 60 anni. Ora devi seguire un approccio diverso, ci sono diversi tipi di fotografia… totalmente diversi. Quindi anche Magnum Photos è cambiata ”.

21.Serge Gainsbourg e Jane Birkin. London. England 1970
Serge Gainsbourg e Jane Birkin. London. England, 1970.

Ed ancora oggi Ian Berry ribadisce come stia mutando il ruolo della fotografia, soprattutto a causa dei media : ” Una delle cose che Magnum tentava anni fa era di anticipare le notizie per individuare prima ciò che stava crescendo politicamente in un paese e andare a scattare immagini in quel paese prima che accadesse. In questo momento non ha senso andare in Russia o in Ucraina: sono tutti lì con il cellulare in mano, quindi è difficile riuscire a cogliere nuove situazioni…..

22.Football fans in costume 1977
Football fans in costume, 1977.

…. Quando sono stato in Vietnam, in Congo o nella ex-Jugoslavia potevo restare lì una settimana, poi tornare, poi andare a Parigi o a Londra e riuscivo a realizzare un reportage che fissava quello che stava accadendo. Oggi nello lo stesso giorno in cui avviene un “fatto”, un’ora dopo l’evento ecco che la gente invia già le foto, i video…”. 

3. Ian Berry : Gli altri lavori e progetti.

Nel 1964 Ian Berry tornò nel Regno Unito per lavorare come primo fotografo per The Observer Magazine per il quale percorse l’intero globo documentando conflitti sociali e politici. Nella Cina Settentrionale seguì la costruzione della diga “Three Gorges Dam”, a Praga raccontò l’invasione russa della Cecoslovacchia, a Berlino la vita degli abitanti divisi dal Muro, e tutto utilizzando principalmente fotocamere da 35 mm.

23.Cina Qinghai Chaka con acqua cristallina 1
Cina, Qinghai Chaka con acqua cristallina.
24.Donna che dorme su una sedia tra gli edifici in rovina in Cina
Donna che dorme su una sedia tra gli edifici in rovina in Cina.

E poi realizzò servizi fotografici sulla carestia in Etiopia, le proteste in Irlanda, la guerra del Vietnam, la prima Unione Sovietica, Israele, i cambiamenti climatici in Groenlandia. Nella Repubblica del Congo e in altri paesi dell’Africa documentò la schiavitù dei bambini, mentre in contemporanea lavorava a progetti a lungo termine come quello sulla vita nel Regno Unito, il cambiamento sociale e l’industria europea. I suoi racconti fotografici furono pubblicati sulle riviste Life, Stern, GeoParis MatchEpoca, National Geographic.

25.Soldati attaccano la folla con manganelli e proiettili di gomma. Londonderry Irlanda del Nord
Dopo aver catturato i capi, i soldati attaccano la folla con manganelli e proiettili di gomma. Londonderry, Irlanda del Nord. 1971.
26.Uomini lanciano pietre e molotov nel preludio del funerale di Bobby Sands. Belfast 1981
Uomini che lanciano pietre e molotov contro le forze di sicurezza nel preludio al funerale di Bobby Sands. Belfast, Irlanda del Nord, 1981.


3a. Ian Berry : La Primavera di Praga (1968).

Uno degli eventi storici che Berry documenta è l’invasione sovietica della Cecoslovacchia nel 1968 durante la cosiddetta Primavera di Praga. Le immagini catturate da Berry testimoniano la tensione di quei momenti, raccontano l’angoscia e la resistenza pacifica della popolazione, cittadini in attesa tra strade e barricate, offrendo una documentazione visiva essenziale di uno dei momenti più drammatici della Guerra Fredda.

27.La citta sotto la minaccia di un carro armato russo il primo giorno dellinvasione. Praga 1968
La città sotto la minaccia di un carro armato russo il primo giorno dell’invasione. Praga, Cecoslovacchia, 1968.
28.Un manifestante ceco anti russo indossa un cartello di neutralita. Praga Cecoslovacchia. 1968 1
Un manifestante ceco anti-russo indossa un cartello di neutralità. Praga, Cecoslovacchia. 1968.
29.I cechi insultano i soldati russi in Piazza Venceslao. Praga Cecoslovacchia. 1968
I cechi insultano i soldati russi in Piazza Venceslao. Praga, Cecoslovacchia. 1968.


“La singola buona foto ti soddisfa da un punto di vista emozionale mentre realizzare un buon reportage giornalistico è una questione di professionalità. Alla fine, ci sono due cose che veramente ti danno la carica. Ci sono le fotografie che scatti per strada dove ogni cosa funziona e ti compiaci dell’ immagine che hai realizzato; forse non verrà pubblicata, ma sei contento lo stesso. Poi, ci sono le situazioni in cui sei coinvolto in un evento, in una notizia, e ottieni una fotografia che in sè racchiude l’evento cui hai assistito e che verrà pubblicata. Ed è fantastico quando ottieni la risposta dalle persone che capiscono il valore di quello che hai fatto”.- Ian Berry

30.Un giovane soldato russo accanto a un manifesto con la scritta Russia Go Home. Praga 1968
Un giovane soldato russo si rilassa accanto a un manifesto con la scritta “Russia Go Home” in Piazza Venceslao. Praga, Cecoslovacchia. 1968.
31.Piazza San Venceslao. Praga Cecoslovacchia 1968
Un passeggero in auto attraversa Piazza Venceslao e
suona musica ceca con il suo violino per protestare contro l’invasione russa della città, sporgendosi dal finestrino affinché tutti possano sentire. Sullo sfondo si erge la statua di San Venceslao. Praga, Cecoslovacchia, 1968.
32.Manifestanti anti russi Praga Cecoslovacchia 1968
Manifestanti anti-russi organizzano uno sciopero di massa con sit-in davanti alla statua di San Venceslao. Praga, Cecoslovacchia. 1968.
33.Primavera di Praga Distribuzione di giornali Praga 1968
Primavera di Praga, Distribuzione di giornali, Praga 1968.


3b. Ian Berry : The English (anni ‘70).

Uno dei progetti più personali e riflessivi di Ian Berry è il volume The English, pubblicato nel 1978, in cui esplora la società britannica. Dopo anni trascorsi all’estero come fotogiornalista, Berry ritorna nel Regno Unito con “occhi nuovi” e attraversa l’Inghilterra per fotografare persone di ogni classe sociale, in ogni contesto: casa, lavoro, tempo libero. L’opera offre una visione attenta e intima della vita quotidiana inglese, lontana dagli stereotipi e con grande sensibilità sociale.

34.Tre minatori. Durham Inghilterra. 1974
Tre uomini con berretti di stoffa, probabilmente minatori di carbone, con il castello di Durham e la cattedrale sullo sfondo. Durham, Inghilterra. 1974.
35.Case per minatori. Ashington Northumberland Inghilterra. 1974
Case una accanto all’altra costruite per i minatori in un’epoca in cui le miniere prosperavano e quasi tutti gli uomini del villaggio lavoravano nelle miniere. Ashington, Northumberland, Inghilterra. 1974.

Una delle fotografie più famose di Ian Berry è quella scattata nella Baia di Whitby , nello Yorkshire settentrionale ,nel 1974. Qui, in un soleggiato pomeriggio domenicale sulla collina che domina il porto di Whitby turisti e residenti arrivano per assistere alla regata di barche, rilassarsi e sognare. I soggetti, benché visibilmente intenti a seguire la gara di vela paiono immersi nei loro pensieri, oppure, come il giovane in primo piano, ben contenti di prendere il sole. La foto apre “The English”, il volume che Berry pubblicò nel 1978.

36.Baia di Whitby Yorkshire. Inghilterra. 1974
Baia di Whitby, Yorkshire. Inghilterra. 1974.
37.Northumberland. Prove di razza Hethpool Sheepdog 1975
Northumberland. Prove di razza Hethpool Sheepdog, 1975.

Lontano dai cliché turistici, Ian Berry si concentra su lavoratori, famiglie e quartieri, restituendo un ritratto vivace, a volte malinconico, della società inglese. Questo lavoro mette in luce la sua versatilità: non solo politica e conflitto, ma la vita di tutti i giorni. Ritratti della vita quotidiana inglese, volti e gesti che raccontano l’Inghilterra degli anni ’70. Come la foto in cui un frequentatore di corse di cavalli con cilindro incrocia un operaio che spinge una cassa di birra, evidenziando i contrasti sociali della Gran Bretagna.

38.Un operaio spinge una cassa di birre. Ascot Inghilterra. 1975
Ascot, Inghilterra. 1975.
39.Stile di vita inglese anni ‘70 1
Stile di vita inglese, anni ‘70.
40.solstizio destate allalba. Stonehenge Wiltshire. Inghilterra. 1975
Druidi dopo aver celebrato la cerimonia del solstizio d’estate all’alba. Stonehenge, Wiltshire. Inghilterra. 1975.
41.La Borsa moderna 1975
La Borsa moderna, 1975.
42.Stile di vita inglese 1978
Stile di vita inglese, 1978.
43.Vagabondo fuori dalla cattedrale di Liverpool. Liverpool Inghilterra. 1984
Vagabondo fuori dalla cattedrale di Liverpool. Liverpool, Inghilterra. 1984.
44.Bambini che giocano su un terreno deserto nei Docklands. Londra Inghilterra. 1992
Bambini che giocano su un terreno deserto nei Docklands. Londra, Inghilterra. 1992.


3c.Ian Berry : In viaggio lungo la Silk Road (1996).

Nel 1996 Ian Berry intraprende una delle sue avventure più affascinanti: attraversare la Silk Road (Via della Seta), la via commerciale che collega l’Europa all’Asia, attraverso la Turchia, l’Iran e l’Asia Centrale fino ad arrivare alla Cina Settentrionale. L’idea di questo lavoro, commissionato dalla rivista Conde Nast Traveler, non era soltanto geografica ma antropologica: catturare l’incontro di mondi diversi, la persistenza delle tradizioni e le evoluzioni sociali in regioni meno raccontate dal fotogiornalismo occidentale.

45.I dervisci rotanti nel monastero e museo di Divan Edebiyati 1996. Istanbul Turchia
I dervisci rotanti nel monastero e museo di Divan Edebiyati, 1996. Istanbul, Turchia.
46.Bambini in costume tradizionale turkmeno. Turkmenistan 1996
Bambini in costume tradizionale turkmeno. Turkmenistan, 1996.
47.Ragazze in costume tradizionale turkmeno. Ashkhabad Turkmenistan 1996
Ragazze in costume tradizionale turkmeno. Ashkhabad, Turkmenistan, 1996.
48.Pastorella e il suo gregge lungo la Via della Seta. Turkmenistan 1996
Pastorella e il suo gregge lungo la Via della Seta. Turkmenistan 1996.
49.Piazza Registan. Samarcanda. Uzbekistan 1996
Piazza Registan. Samarcanda. Uzbekistan 1996.
50.Contadino porta le pecore al mercato. Lanzhou Cina 1996
Contadino porta le pecore al mercato. Lanzhou, Cina, 1996.
51.Monaci tibetani novizi in cammino verso la preghiera 1996. Xiahe provincia di Gansu Cina
Monaci tibetani novizi in cammino verso la preghiera, 1996. Xiahe, provincia di Gansu, Cina.
52.Tai chi al mattino presto nel parco Taoranting Pechino Cina 1996 1
Tai-chi al mattino presto nel parco Taoranting, Pechino, Cina, 1996.


3d. Ian Berry : Il progetto Acqua – “ L’acqua racconta una storia mentre scorre ”.

In anni più recenti, Berry ha realizzato un progetto di portata globale dedicato all’elemento acqua e al suo impatto sulla vita umana e sull’ambiente. Nel libro Water (realizzato in circa 15 anni), esplora come l’acqua modelli la nostra esistenza — tra carestie, inondazioni, trasformazioni climatiche e usi culturali differenti. Attraverso immagini potenti e poeticamente raffinate, il lavoro rivela le contraddizioni dell’era climatica: abbondanza e scarsità, bellezza e distruzione.

54.Bangladesh Sylhet villaggio di Itna. Barche di legno trasportano le persone da una parte allaltra
Bangladesh, Sylhet, villaggio di Itna. Barche di legno trasportano le persone da una parte all’altra del villaggio.

Nel corso di 15 anni, Berry ha viaggiato in tutto il mondo per documentare i legami inestricabili tra paesaggio, vita e acqua. Il ruolo che quest’ultima riveste da sempre negli antichi rituali religiosi e nella costruzione di comunità, il suo sfruttamento e il risultato devastante quando ce n’è troppa o troppo poca. La sua intenzione è stata quella di condividere le storie più memorabili tratte dai suoi incarichi che illustrano come l’acqua modella le nostre vite e cosa potrebbe riservarci il futuro.

55.Bangladesh Dhakin Shatialbur nel distretto di Lalbag a nord di Chittagong
Bangladesh, Dhakin Shatialbur, nel distretto di Lalbag, a nord di Chittagong.
Enormi petroliere crivellate di amianto vengono spinte a tutta velocità e con l’alta marea sulla spiaggia, dove vengono smantellate principalmente a mano, con scarsa attenzione alla salute e alla sicurezza.

Attraverso immagini realizzate in zone di crisi climatica, regioni sacre, villaggi allagati durante monsoni, bambini che raccolgono acqua in villaggi aridi e desertificati, riti sacri sulle sponde dei fiumi, Ian Berry racconta la centralità dell’acqua nella vita e nella sopravvivenza umana. L’opera non è solo ambientale ma anche culturale: Berry non si limita a documentare fenomeni naturali: mostra come politiche, economia e culture plasmano la gestione dell’acqua, evidenziando disuguaglianze globali.

56.India Bombay. Piovono le prime piogge monsoniche 2
India, Bombay. Piovono le prime piogge monsoniche.
57.India Maharashtra vicino a Lonavia. I braccianti agricoli si riparano dalle piogge monsoniche
India, Maharashtra, vicino a Lonavia. I braccianti agricoli si riparano dalle piogge monsoniche indossando mantelli di vimini.

Così Ian Berry spiega l’idea e la finalità del progetto “Acqua” : « L’idea di realizzare il progetto è stata mia. Era abitudine in Magnum avere un progetto personale da realizzare in mezzo ad altri lavori. Inizialmente, molti anni fa, pensai di realizzare una storia sul rapporto tra l’acqua e la religione. Tutto è iniziato quando lavoravo in Sud Africa. La più diffusa religione tra i neri in Sud Africa è The Zion Christian Church (ZCC), una delle chiese più grandi dell’Africa meridionale. Credono nell’immersione totale del battesimo immergendo il fedele nell’acqua tre volte. Ho pensato che si potesse partire da qui….

58.Cerimonia battesimale vicino a Citta del Capo Sudafrica 1979
I membri della Chiesa di Cristo Redenta si immergono in acqua per una cerimonia battesimale in immersione totale. Vicino a Città del Capo, Sudafrica, 1979.

.. Poi mentre mi trovavo a Benares, in India, molto tempo fa, ho partecipato ad una grande festa religiosa indù. La mia idea cambiò perché mi resi conto che l’acqua, in tutto il mondo, stava diventando sempre più un problema. Quindi ho cambiato la direzione della mia ricerca e così negli ultimi cinque, dieci anni ho visitato tanti paesi e visto i fiumi più grandi come il Mekong, il Nilo, il Mississippi e altri ».

59.India . Uttar Pradesh. Varanasi Benares. Un uomo indu prega allalba nel sacro fiume Gange
India. Uttar Pradesh. Varanasi (Benares). Un uomo indù prega all’alba nel sacro fiume Gange.
60.India . Madhya Pradesh. Pathrad. Le donne mostrano il loro sostegno al movimento Rally in the Valley 1 1
India. Madhya Pradesh. Pathrad. Le donne mostrano il loro sostegno al movimento “Rally in the Valley”, avviato dalla famosa scrittrice Arundathi Roy per protestare contro la costruzione della diga sul Narmada e la conseguente inondazione di questo e altri villaggi.


4. Ian Berry : Tecnica e Stile, Impatto e Riconoscimenti.

Ian Berry non ama gli artifici: la sua fotografia nasce dal desiderio di mostrare ciò che accade “sul campo”, raccontando storie umane dentro eventi storici. Il suo stile combina elementi del reportage con un forte senso narrativo umano — un approccio documentario che privilegia l’osservazione diretta della vita quotidiana, degli individui e delle comunità in situazioni spesso complesse e pericolose.

61.Rifugiati in attesa di una distribuzione di cibo. Etiopia. 1987
Rifugiati in attesa di una distribuzione di cibo. Etiopia. 1987.

Spesso lavora con attrezzature leggere, fotocamere piccole e obiettivi fissi, per non interferire con la spontaneità delle scene, catturando momenti non replicabili, ossia per avvicinarsi alle persone senza intimidirle e catturare il momento decisivo: un gesto, uno sguardo, un istante che rivela una verità più profonda. Berry predilige spesso il bianco e nero, una scelta non solo estetica ma narrativa: la mancanza di colore spinge lo spettatore a concentrarsi sulle forme, gesti e emozioni più profonde dei soggetti.

62.Bambino che aziona un telaio in una piccola capanna. Deserto del Sindh Pakistan. 1993
Bambino che aziona un telaio in una piccola capanna. Deserto del Sindh, Pakistan. 1993.

Il cuore della fotografia di Berry è sempre il mondo reale, non idealizzato: persone, contraddizioni, comunità e conflitti. Il suo approccio è documentario ma soprattutto umano: cerca sempre di catturare la storia delle persone dentro la storia degli eventi. Ian Berry ha attraversato decenni di storia con la sua fotocamera in mano, offrendo non solo documentazione visiva ma narrazione umana di eventi epocali.

63.India . Ian Berry foto
India. Ian Berry foto.

Ian Berry è considerato uno dei grandi cronisti visivi del Novecento che ha trasformato la fotografia in uno strumento di memoria e cambiamento grazie alla sua capacità di combinare reportage e umanesimo visivo. La sua influenza si estende ben oltre il fotogiornalismo: ha ispirato generazioni di fotografi a considerare la fotografia non solo come testimonianza documentaria, ma come ponte tra storia, politica e umanità.

64. Ian Berry foto
Ian Berry foto.

Nel corso della sua carriera Ian Berry ha vinto numerosi premi tra cui : la prima edizione del Nikon Photographer of the Year (1959), il premio Picture of the Year del National Press Photographers Association of America, il British Press Magazine Photographer of the Year, il primo Arts Council Grant per il suo libro “The English”, il premio Fellowship alla Royal Photographic Society.

65Il ghiacciaio Nelchina nei monti Chugach sulla Glenn Highway Alaska
Il ghiacciaio Nelchina nei monti Chugach vicino a Little Nelchina sulla Glenn Highway, Alaska centro-meridionale.

Le fotografie di Ian Berry sono state esibite in mostre in tutto il mondo: Tokio, Parigi, Amburgo, Londra, Belgio, Aix-en-Provence ed al Museo di Fotografia in Bradford. Alcune delle sue foto parte dell’Archivio della Magnum Photos, della Photographic Collection al Harry Ransom Center e dell’ University of Texas di Austin. Le sue opere sono esposte e conservate in importanti archivi e musei internazionali.

66.Un uomo galoppa con il suo cavallo lungo la spiaggia vicino a Prestatyn Galles Regno Unito
Un uomo galoppa con il suo cavallo lungo la spiaggia vicino a Prestatyn, Galles, Regno Unito.

Il lavoro di Ian Berry dimostra che una foto può non solo raccontare, ma cambiare la percezione del mondo: è un invito a guardare oltre l’immagine, verso le storie e le vite che essa rappresenta: “ Il momento in cui si scatta una foto è importante ma devi aggiungere una forma all’immagine. Quindi per me è importante fotografare ciò che sta accadendo ma restituendo all’immagine una forma, non solo un’istantanea dell’evento ”.

67. Il fotografo Ian Berry
Il fotografo Ian Berry.

“ Quello che cerco è il momento unico, quello definitivo in grado di dire esattamente ciò che vuoi, che intagli una situazione, che riproduca un impatto. Cartier-Bresson  ha detto che se hai fortuna ti capita una volta all’anno. Ma io non sarei così ottimista. Quando accade, è fantastico: guardi la composizione e vedi che tutto funziona, che non c’è nessun elemento di disturbo, nulla che distolga l’attenzione…… “ – Ian Berry



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